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Vaccini antinfluenzali, cosa c'è da sapere
22 settembre 2026

Vaccini antinfluenzali, cosa c'è da sapere

 

Come ogni autunno, il vaccino antinfluenzale torna a essere un tema caldo. Se ne parla tanto, ma spesso in modo superficiale, il che porta a una serie di dubbi su come funzioni, a chi sia destinato e perché venga riproposto ogni anno. In realtà, la vaccinazione antinfluenzale è uno strumento di prevenzione che serve a proteggere dall'influenza e, soprattutto, a ridurre il rischio di complicazioni gravi per le persone più vulnerabili. In Italia, le raccomandazioni vengono aggiornate ogni stagione, basandosi sulla sorveglianza epidemiologica e virologica, oltre che sulle indicazioni internazionali.

Perché il vaccino antinfluenzale cambia ogni anno?

I virus influenzali mutano continuamente e i ceppi che circolano possono variare da una stagione all'altra; ecco perché la composizione dei vaccini viene aggiornata in base ai dati raccolti dalla sorveglianza internazionale. L'Organizzazione Mondiale della Sanità studia l'evoluzione dei virus influenzali e fornisce raccomandazioni sulla composizione più adatta per la stagione successiva.

Per la stagione 2026-2027 dell'emisfero settentrionale, la composizione raccomandata è trivalente e include due componenti del virus influenzale A e una del virus influenzale B della linea Victoria. Questo aggiornamento annuale è uno dei motivi per cui la vaccinazione viene proposta di nuovo ogni autunno: l'obiettivo è garantire una protezione il più possibile in linea con i virus che hanno maggiori probabilità di circolare.

Chi dovrebbe prendere in considerazione la vaccinazione?

La vaccinazione antinfluenzale è particolarmente consigliata per coloro che, in caso di influenza, potrebbero affrontare un rischio maggiore di complicazioni. In Italia, le categorie per cui la vaccinazione è raccomandata e offerta gratuitamente, secondo le indicazioni ministeriali, includono le persone over 60, le donne in gravidanza e nel periodo post partum, le persone ricoverate in strutture di lungodegenza e chi vive con alcune patologie croniche, come quelle che riguardano il sistema cardiovascolare, respiratorio o immunitario. Anche specifiche categorie professionali e i bambini nella fascia di età indicata dalle linee guida nazionali sono inclusi nelle raccomandazioni, anche se questo non significa che il vaccino sia riservato solo a queste categorie: il Ministero sottolinea che può essere utile anche per chi desidera ridurre il rischio di contrarre l'influenza.

Sicurezza, effetti indesiderati e chiarimenti necessari:

Come per ogni intervento sanitario, anche la vaccinazione può comportare effetti indesiderati e richiede una valutazione attenta delle possibili controindicazioni e precauzioni. Le autorità sanitarie continuano a monitorare la sicurezza dei vaccini antinfluenzali, e la loro somministrazione annuale è soggetta a specifici sistemi di sorveglianza. Prima di vaccinarsi, è fondamentale informare il professionista sanitario su eventuali allergie, reazioni precedenti significative o condizioni cliniche particolari, evitando di basarsi su informazioni generiche trovate online.

I vaccini antinfluenzali, ad ogni modo, sono farmaci estremamente sicuri e generalmente provocano solo reazioni lievi e passeggere, che si risolvono spontaneamente nel giro di 24 o 48 ore.

Nella maggior parte dei casi, gli effetti indesiderati consistono in piccoli disturbi nella zona in cui è stata fatta l'iniezione, come dolore, arrossamento e gonfiore locale. Molto meno frequentemente si possono manifestare sintomi che interessano tutto l'organismo, tra cui lieve febbre, mal di testa, dolori muscolari o articolari e un senso generale di stanchezza o malessere. Questi sintomi sistemici compaiono di solito entro le prime dodici ore e tendono a svanire rapidamente; è importante ricordare che si tratta di risposte immunitarie del corpo e non di una vera e propria influenza, poiché il vaccino contiene virus inattivati che non possono causare la malattia.

Le reazioni allergiche gravi sono invece eventi eccezionali e sono dovute principalmente all'ipersensibilità individuale ad alcune componenti del farmaco, come le tracce di proteine dell'uovo. Sebbene nel tempo siano stati segnalati rarissimi disturbi neurologici temporanei in concomitanza con la vaccinazione, la ricerca scientifica non ne ha dimostrato un legame di causa effetto diretto.

Insomma, la vaccinazione ci offre uno strumento che è stato progettato e aggiornato per tenere il passo con l'evoluzione dei virus: informarsi, conoscere le raccomandazioni e discutere la propria situazione con un medico è il modo migliore per una scelta consapevole.