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Fermenti lattici: come scegliere quelli giusti
16 febbraio 2026

Fermenti lattici: come scegliere quelli giusti

Negli ultimi tempi, i fermenti lattici sono diventati una presenza costante sugli scaffali di farmacie e parafarmacie, ma non sempre è chiaro come scegliere quelli più adatti alle proprie necessità.

I fermenti lattici, o probiotici, sono microrganismi vivi che, se assunti nelle giuste quantità, aiutano a mantenere l'equilibrio della flora intestinale. L'intestino gioca un ruolo importante nel sistema immunitario, nel metabolismo e persino nell'equilibrio emotivo e quando la flora intestinale è alterata, possono manifestarsi disturbi come gonfiore, irregolarità intestinale, difficoltà digestive, senso di pesantezza e una maggiore vulnerabilità ai patogeni esterni. È proprio in queste situazioni che i fermenti lattici possono fornire un supporto concreto, a patto di essere scelti con attenzione.

Un errore comune è pensare che più fermenti ci siano, meglio sia. In realtà, non conta solo la quantità, ma soprattutto la qualità e la specificità dei ceppi utilizzati. Ogni ceppo batterico ha caratteristiche uniche e svolge funzioni specifiche: alcuni sono più indicati per favorire la regolarità intestinale, altri per rinforzare le difese immunitarie, e altri ancora per contrastare disturbi legati a stress, alimentazione disordinata o terapie farmacologiche.

Scegliere i fermenti lattici giusti significa quindi partire dalle proprie reali necessità; ad esempio, un intestino messo a dura prova da un ciclo di antibiotici ha esigenze diverse rispetto a uno stressato da cambiamenti alimentari o da periodi di forte tensione.

In ogni caso un aspetto su cui soffermarsi è la vitalità dei fermenti. Affinché siano efficaci, i microrganismi devono arrivare vivi e attivi nell’intestino, superando l’ambiente acido dello stomaco e non tutti i prodotti garantiscono questa caratteristica allo stesso modo. Le formulazioni più avanzate utilizzano tecnologie che proteggono i fermenti durante il passaggio gastrico, assicurando una maggiore sopravvivenza fino all’intestino.

Un altro aspetto importante è il numero di unità formanti colonia, ovvero la quantità di batteri vivi presenti nel prodotto. Questo dato offre un’indicazione sulla concentrazione del probiotico, ma un numero elevato non è sempre sinonimo di maggiore efficacia se i ceppi non sono adatti allo scopo o se non riescono a sopravvivere fino all’intestino. Ecco perché i fermenti lattici di qualità indicano non solo la quantità totale, ma anche i ceppi specifici e la loro concentrazione al momento dell’assunzione, non solo al momento della produzione.

Quando si scelgono i fermenti lattici, bisogna anche fare attenzione agli eccipienti e agli ingredienti aggiuntivi. Alcuni prodotti contengono fibre prebiotiche che favoriscono la crescita dei batteri benefici già presenti nell’intestino, creando un ambiente più favorevole al loro sviluppo, mentre in altri casi, possono essere presenti vitamine o minerali che supportano ulteriormente il benessere intestinale e generale, e in ogni caso è importante considerare la tollerabilità individuale, soprattutto in caso di sensibilità digestive o intolleranze.

Il momento in cui si assumono i fermenti lattici è un altro fattore chiave per la loro efficacia. Di solito, è meglio prenderli lontano dai pasti o seguendo le indicazioni specifiche del prodotto, così da garantire la sopravvivenza dei microrganismi, assumendoli per un periodo continuativo di alcune settimane per permettere alla flora intestinale di riequilibrarsi. Assumere i fermenti lattici in modo irregolare o interrompere il trattamento troppo presto può ridurne l’efficacia, poiché l’intestino ha bisogno di tempo per ristabilire un equilibrio.

In sintesi, non esiste un probiotico che vada bene per tutti, ma ci sono soluzioni per ogni caso. Informarsi, leggere le etichette e chiedere consiglio a noi farmacisti, è il modo migliore per fare scelte consapevoli e per trarre il miglior vantaggio da prodotti così utili e preziosi.